it is my world!

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in collaborazione con
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Le “occasioni” si chiamano così perché proiettano, nel futuro, delle possibilità di agire in modo migliore. Se un’occasione non ha questa proiezione non è un’occasione, ma solo un fare in attesa, una dilatazione del tempo dove le cose non mutano.
Is it my world? è il nome sotto cui si nomina da diversi tempo ciò che accade nello spazioK, sotto la cura di Kinkaleri e che riguarda tutta una serie di eventi e pratiche che hanno avuto nello spazio occasione di presenza, frequenza, visibilità. Un luogo totalmente aperto alla scena dal vivo che sperimenta le proprie condizioni e intensità. Da alcuni anni il Festival Contemporanea crede e sostiene che lo spazioK sia una risorsa per la città, per quella vocazione al contemporaneo che la città ha sempre avuto e che l’ha sempre distinta; da alcuni anni parte della programmazione del festival, la più estrema e condivisa con la compagnia, viene mostrata allo spazioK. Se questa vocazione è vera, è altrettanto vero che mai come oggi, ognuno degli interpreti attivi di questa città, devono avere la necessità di rimettere in moto un processo che sia in grado di generare possibilità diverse di esistenza. E’ dunque per questo che it is my world! è un’occasione per affermare >meglio e più in profondità, che lo spazioK è punto minuscolo, nel tessuto della città, ma necessario perchè attivo nella costruzione di una nuova identità e possibilità culturale, complessa, articolata, varia, ma soprattutto sempre in movimento.
Per tutti questi motivi la partecipazione condivisa a Contemporanea ’14 ha come motivo e soggetto principale la mostra della cura, della produzione, della pratica concreta di questo luogo con tutto quello che vi succede dentro. Vi saranno presentati i work-in-progress di quelle compagnie, Cani, Codice Ivan, InQuanto teatro, Cab008 Marina Giovannini, Claudia Catarzi, che in questi anni hanno lavorato e condiviso con lo spazioK pratiche e dinamiche di pensiero, che interpretano la scena come puro avvenimento tra stupore, mistero e rischio dell’opera che cerca possibilità espressive tra rigore e necessità. In quattro serate saranno presentati dunque dei lavori che hanno come caratteristica comune il fatto di essere colti nel divenire, scolpiti ma non levigati, presenti e vibranti ma non conclusi e dunque colmi di quel rischio che rende ogni impresa passibile di fallimento, di scoperta e di grandezza, nella concezione di opera che non è solo confezione e occasione di intrattenimento, ma incontro reale e vivo. it is my world!

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